Spico l'altro giorno mi ha fatto vedere un video veramente carino creato da "
Queer As Folk italia".
Devo dire che, in questo periodo non proprio felice, mi ha fatto sorridere ed emozionare! *_*
Non un prato erboso, non una spiaggia soleggiata, non l'ombra rifrescante di un albero, non un mare calmo e sereno... nessun'immagine rassicurante dal finestrino, nessun sentiero paradisiaco... ma voglio scendere. Quest'autobus è affollato: soffoco, vengo urtata, spinta, stretta... voglio aria!
Tempesta, uragano, burrasca, non importa. Non cerco un venticello calmo, voglio solo dell'aria.
Ho bisogno di una pausa. Sono già stanca senza che neanche l'università sia ancora iniziata.
Voglio evadere, chiudere tutte le porte... non a chiave però. Voglio solo non vedere cosa c'è nelle stanze.
Ma quando esce il bando per l'erasmus? Che motivazione potrei mai scrivere nella domanda? "Bisogno di evasione" non basta? Necessità di scendere, di svoltare, di cambiare percorso.
Non sono una settimana indietro come credevo, sono 30 anni avanti... ho esaurito le forze, ho perso la voglia di aspettare e di illudermi, ho pestato le necessità fino a farle soccombere. Sto sopravvivendo o sto vivendo? Ho bisogno di uscire e capirlo. Chiusa qui non posso farlo...
Nella mente di reiko81 alle ore 10:46 - - ->
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Oggi sono andata con mia madre, una sua amica e la figlia (N.) di quest'ultima a fare spese. Passando davanti ad un atelier di abiti da sposa mia madre ha pensato bene di suggerire a N di guardarne uno per il suo matrimonio.
Ammetto che sono entrata di mala voglia, ma una volta lì dentro mi sono fatta prendere dalle frivolezze delle ragazze che passano da un pizzo ad un merletto con il sorriso sulle labbra, pensando al giorno in cui sfoggeranno il loro abito per esser ricordate dagli invitati e per leggere negli occhi del futuro marito lo stupore e il desiderio.
Quando N è uscita dal camerino, con il vestito di cui tutte ci eravamo precedentemente innamorate, era raggiante e mia madre e la sua amica, commosse... Erano felice, erano tutte felici!

La cosa non mi meraviglia, il vestito era magnifico e le stava d'incanto, ma non era solo quello... vedevo nei loro sguardi l'emozione dei loro matrimoni, quella voglia di afferrare il braccio del proprio papà e guardarlo orgoglioso e fiero, quel timore per le parole solenni di un prete e la rassicurazione nella mano dell'amato, l'allegria del riso lanciato e l'ansia di varcare la porta di una vita nuova... quell'abito bianco!
Mi sono trovata a fantasticarci sopra, ha desiderare di provarne uno, a invidiare (in senso buono) quella sfilata timida sul tappeto rosso e
gli occhi lucidi di mia madre... che non erano e forse non saranno mai per me!
Il viaggio in macchina poi. Erano tutte elettrizzate per aver trovato il vestito a prima botta: "il primo che ho provato, era proprio il destino", "mi stava chiamando", "è proprio il mio, sembra un sogno", "era proprio con voi che volevo vederlo" e poi, per concludere in bellezza "non era bellissimo? La prossima sarai sicuramente tu". Un colpo al cuore...
E la madre che commentava: "anche se fosse costato di più, te l'avrei comunque comprato perché era quello che volevi... è il tuo giorno". E il mio?
Io avrò mai un mio giorno? Mi sono sentita come se gli altri giorni non avessero senso in confronto a quello... ed ho sentito mia madre; lei fantasticava sul mio giorno... con i suoi occhi lucidi.
Io non avrò il mio vestito bianco, non vedrò mio padre orgoglioso e mia madre con le lacrime agli occhi... non avrò il mio giorno! Non dichiarerò mai il mio amore eterno davanti all'altare e nessuno saprà mai che posso amare anch'io "per sempre" con la mia candida veste di purezza...
"Vedrai che la prossima volta vedremo noi un vestito per te, la prossima sarai tu"
Nella mente di reiko81 alle ore 00:53 - - ->
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