lunedì, 25 giugno 2007
Mi sono rotta!!!
Sono stanca di non saper chiedere aiuto, di non riuscire a chiamare un amico per farmi coccolare quando ho voglia di piangere, di farmi sempre mille scrupoli e di incolpare me di tutto... vorrei arrabbiarmi per una volta e non ritrovarmi davanti ad un foglio a scrivere e a chiedermi "Ma che ho fatto di male?".
Perché non esiste una cura alla debolezza nascosta? Mi illudo che tutto vada bene, che tutto tornerà a posto, ma basta poco a far vacillare una fede fatta di illusioni e di sorrisi forzati.
E invece sono qui, nella mia soffocante camera, a studiare un esame sull'equilibrio... proprio ora che il mio equilibrio è andato a farsi fottere! E pensare che tutto ciò che vorrei ora è solo essere abbracciata...
Nella mente di reiko81 alle ore 16:48 - - -> commenti (2) | commenti (2) (popup)
pensieri, vita, solitudine
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mercoledì, 13 giugno 2007
Le roi soleil
Voglio assolutamente vedere questo musical dal vivo!!! ;_;

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musica, viaggio, francia
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martedì, 12 giugno 2007
2 giugno, prima della partita del Napoli
Prima di venire ad abitare in questo quartiere, al sentire la parola "bambini", mi veniva subito in mente quella piccola canaglia che frequentava casa nostra. Per quanto fosse vispa, già all'età di 3 anni sapeva benissimo il significato della parola "rispetto".
Sono dovuta venire a Napoli per rendermi conto che "tutto il mondo non è paese". Altro che la Padania, con tutte le regole proprie di cui gode questa città, potrebbe fare tranquillamente stato a se e auto-distruggersi.
Qui i bambini non è che giocano semplicemente, si allenano a diventare i camorristi o le loro mogli del futuro. A tre anni le prime parole che gli senti dire sono "Ma va fa 'mocc" o "Puozz passà nu vuaio"... ma, la cosa incredibile è che uno si aspetterebbe di sentire una vocina delicata, invece sono già dei piccoli cloni dei propri genitori sia in fatto di voce che di atteggiamento e postura.
Ricordo ancora come ero orgogliosa e felice di avere il mio triciclo rosa... qui se non si tratta di una moto con le marce, non c'è storia! Altrimenti come fanno ad allenarsi per scippi ed investimenti vari con un triciclo?!
E come mi atteggiavo con le gomme da masticare a forma sigarette!XD Qui invece, altro che gomme!
Ultima trovata per rompere quel po' di sopportazione che mi fa ancora dire "sono bambini": la tromba ad aria! Ebbene sì, in attesa delle pistole, sparano nel cervello raffiche di "beeeeeeeeeee"!
Addirittura l'altro giorno un bambino, che non avrà avuto più di 6 anni, ha chiesto alla mia ragazza "Ti piace o' pesc"! Sono rimasta allibita! O_O

E' un peccato vedere in internet foto bellissime di una Napoli che stento a riconoscere e che i napoletani stanno lentamente ammazzando... :(
Nella mente di reiko81 alle ore 19:34 - - -> commenti (1) | commenti (1) (popup)
vita
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Roma Pride 2007
Il mio primo Gay Pride!!! *_*
Il 16 giugno partirò con il pullman organizzato dall'Arcilesbica per andare al Pride di Roma!! Non vedo l'ora!! *_*

 
Nella mente di reiko81 alle ore 10:20 - - -> commenti | commenti (popup)
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lunedì, 11 giugno 2007
Un racconto senza pretese, giusto per provare :P
«Hai mai detto “ti amo”?»

Quella frase, ancor più delle lacrime che bagnavano il tuo volto, mi ha turbato. Conoscevi già la risposta e sapevi che non potevo comprenderti perché, no, non l’ho mai detto.

Leggevo la tristezza nei tuoi occhi mentre affannosamente scavavi tra le scuse di quell’improvviso “addio”, e la invidiavo. La tua storia d’amore era finita, ma quei sentimenti che cercavano di sopraffarsi l’un l’altro per avere la meglio su di te, ti rendevano terribilmente viva. Se l’unica cosa per cui si vive è la ricerca inarrestabile e la speranza inestinguibile di un amore che arrivi a farti dimenticare te stesso e il mondo intero, perché io non amo?

Vagavo per le strade di una città in eterno movimento e osservavo tra la folla i volti sereni della gente che, incurante del mio sconforto, mi passava accanto. Ognuno di loro aveva una storia da raccontare ed io la bramavo, desiderando vivere in vite altrui: gocce di parole che tardano a cadere, aspettano le nuvole per trasformarsi in pioggia. E’ così facile narrare storie d’amore, quanto è difficile farle proprie se non se ne è mai vissuta una.

Scrivevo, all’epoca. Romantici e struggenti sogni ben confezionati per persone che hanno bisogno di emozionarsi. Ma quelle persone avrebbero mai creduto alla mia storia? Possibile mai che chi regala slanci di passioni su fogli bianchi non sia in grado di provarli?

Con la testa piena di quesiti ai quali non sapevo rispondere, ho attraversato la città fino al luogo in cui tutto ebbe inizio. Nessun suono inondava più la strada, e quella finestra, che nelle notti estive emanava il calore di una fioca luce, era chiusa. La melodia, che un delicato ticchettio di tasti faceva nascere da un vecchio pianoforte, non rapiva più il mio cuore desideroso di esser portato via in luoghi lontani. Luoghi dove nessun corpo può arrivare, ma anime sensibili comunicano danzando come piume trasportate dal vento.

La codardia è la mia malattia. Paura di vivere la risposta ai miei quesiti.

Ho riposto tutte le mie speranze nel tempo che passava, credendo che prima o poi sarebbe stato lui l’artefice della mia storia. Guardandomi indietro invece mi accorgo che il mio era solo un modo per dar ad altri la colpa del limbo che ho scelto come mia casa.

Vivere di sogni e non afferrarne le redini per condurli in un mondo tangibile, questo è ciò di cui sono colpevole. Se la forza con cui questi amari pensieri si specchiano prepotenti nei miei occhi, l’avessi utilizzata prima… Se quel giorno, che incancellabile torna alla mia mente per torturarmi, avessi avuto il coraggio di alzare gli occhi verso di lei e affrontare quel cielo che incoronava con gentili ciglia dorate, quale sarebbe stata ora la risposta a quella domanda?

La campana di una chiesa, come il risveglio dopo un sonno dal quale si stenta riprendersi, prepotentemente mi riconduce dai pensieri alla terra. Intorno a me i palazzi giallognoli sono diventati azzurrini e le strade affollate riposano ora le loro stanche superfici. I mille fantasmi che dormono in noi quando, presi dalla stressante routine non li ascoltiamo, si fanno largo quando siamo più fragili… nelle notti stellate. Quando presente e passato si scontrano in un duello di rimorsi, di frasi non dette e occasioni mancate.

La mia vita? Una macchina senza conducente di cui io sono il passeggero. Nessuno può guidarla se non io. “Chi ha tempo non aspetti tempo” diceva un vecchio detto ed io di tempo ne ho tanto. Troverò la forza per impormi su di esso e vivrò finalmente la mia vita.

Nella mente di reiko81 alle ore 21:56 - - -> commenti (4) | commenti (4) (popup)
pensieri, amore, vita, incontri, solitudine, libertà
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