lunedì, 07 aprile 2008
Assaporo l'aria dal finestrino dell'autobus. Sa di buono, sa di pulito, di mare, di fiori... sto tornando.
Dicono che quando ci si sposta, si acquisisce un'esperienza, si va avanti mentre si lascia fermo ciò che si ha alle spalle. Ma non nel mio caso, non qui.

Qui è tutto immobile, tutto sospeso nel tempo mentre il passato mi corre affianco, mi doppia, mi saluta con fare beffardo mentre io arranco per raggiungerlo.
Cosa succede? Mi sento come se avessero staccato una presa, come se parte della mia vita fosse stata solo un sogno bizzarro e incomprensibile. In questa città in cui tutti vivono ancora della terra e del mare, la me della settimana scorsa, che posto ha?
Fuggita da una casa di cura, ho assaporato la vita per 5 anni e ora mi ritrovo a esser nuovamente sedata pillole a base di rimproveri, piatti casarecci, pulizie domestiche, chiacchiere di persone anziane e a nulla servono le lacrime: starai meglio, basta farci l'abitudine!
Povera piccola pazza, voleva volare, fuggire via, lontano e respirare con la propria mente... ma le reti sono ben intrecciate e non lasciano spazio a iniziative personali. A nulla serve agitarsi se non a ingarbugliarsi ulteriormente.
E ora il tempo si è fermato... la pagina del mio diario segna venerdì e aspetta che torni giovedì.
Unica visita concessami dalla tranquillità: i miei pattini. Il rumore delle ruote rapidi sull'asfalto, il vento sulla pelle, il sole sul viso... solo io e la velocità! Correre, correre, correre...
Nella mente di reiko81 alle ore 01:14 - - ->
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domenica, 18 novembre 2007
La notte... sto cominciando ad odiarla! Per quanto cerchi di distrarmi, basta anche solo una minima immagine o un'impercettibile suono a far crollare una pesante ed assordante valanga nella mia testa.
Metto su MP3 rapidi, per riempire le mie orecchie sperando di stordire ed arginare l'avanzata dei miei pensieri, ma non riesco nell'intento...
Che sto facendo? Dove sto andando? Perché sono così... maledettamente innoqua!
Incazzati, porca miseria! Ma spacca qualcosa, non metterti a piangere o, altrimenti, non far finta di essere forte quando nella realtà tremi e hai paura dei tuoi stessi passi!
Nella mente di reiko81 alle ore 00:42 - - ->
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lunedì, 29 ottobre 2007
Notte insonne, di nuovo. Troppi pensieri, troppe riflessioni si acavallano nella mia mente quando chiudo gli occhi.
Si dice che per amore si fanno cose incredibili... allora io o amo troppo o non ho ancora mai provato cosa realmente significa "prendersi le pallottole".
Smuovere le montagne? ...fatto! Per chi? Chiunque, ogni persona che me lo chieda.
Questo non è amare?! Troppo buona? Troppo illusa? Nella vita serve forse avere più cazzimma?
A volte mui dico "Impara a dire no!", ma non tanto agli altri, quanto a me stessa. "No, che cazzo dai? Non è questo ciò che vuoi! Segui il cuore, non la mente! Lo senti? Batte..."
Sì, batte! Come posso non sentirlo?! E' come l'accellerato ticchettio della lancetta di un orologio impazzito... troppo veloce, troppo assordante, troppo prepotente! Come un cavallo non domanto che solo la riadione riesce a sedare... Ma la notte l'effetto scopare e lui ricomincia a parlare e io mi trovo a chidergli "Cosa vuoi da me? Amare fino ad esplodere? Amare fino a distruggermi?".
Piccolo cuoricino, datti da fare allora, ribellati alla ragione, ma non solo quando i miei occhi si chiudono e i tuoi si aprono...
Nella mente di reiko81 alle ore 18:57 - - ->
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martedì, 25 settembre 2007
Partecipa anche tu alla
MANIFESTAZIONE NAZIONALE ANTIFASCISTA
contro
OMOFOBIA & TRANSFOBIA
Dopo i recenti episodi di violenza nei confronti di cittadine e cittadini omosessuali che si sono verificati in una delle più importanti piazze di Napoli: iKen, Arcilesbica e MIT di Napoli ritengono che ora più che mai sia necessario un intervento comune che dia risalto alla volontà dei tanti cittadini omosessuali napoletani di intraprendere un percorso che promuova a Napoli una cultura delle differenze e del diritto, partendo dalla convinzione che la cultura omofobica e transfobica presente in una comunità rappresenti un indiscutibile indicatore di un più ampio stato di miseria culturale e di degrado sociale.
Morse ataviche, queste, che come è drammaticamente risaputo, affliggono la nostra città prostrando continuamente a spinte positive al cambiamento che sono pur fortemente presenti nel tessuto sociale napoletano.
Napoli, 30/09/2007
Piazza Municipio
dalle ore 16.30
http://www.arcilesbica.it/napoli

Nella mente di reiko81 alle ore 21:31 - - ->
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martedì, 14 agosto 2007

So già che questo post sarà una cazzata mostruosa dall'inizio alla fine, ma mi va bene così... mi sento troppo rilassata e tranquilla! ^_^
Sarà stato sicuramente merito della vacanza priva di pensieri in cui ho messo veramente a dura prova la mia testolina, ma ne sono uscita vittoriosa! Per una volta sono riuscita a mettere da parte gran parte delle paranoie che solitamente accompagnano la mia esistenza e mi sono data una pausa da me stessa... per godermi meglio me stessa! Sono tornata, nuova... come dopo una revisione completa, programmata, ma mai fatta prima di allora! XD
Malgrado gli acciacchi da influenza, sono piena di energie... un treno inarrestabile! Devo solo sperare di non andare a sbattere da nessuna parte e contro nessuno, ma non è ora il momento di pensarci... voglio godermi ogni momento di questi giorni come merita di essere vissuto! Intensamente, senza paure, senza ostacoli fittizi messi da me per spaventare me stessa!
E' tutto OOOOOOOOOOOK! ^___________^
Nella mente di reiko81 alle ore 22:56 - - ->
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mercoledì, 25 luglio 2007
L'altro ieri ho fatto un sogno strano e dalle immagini macabre. Malgrado ciò però, non mi sono svegliata agitata o impaurita... ero tranquilla e serena, anche su perplessa.
Solo ieri, parlando a tavola con delle amiche, ho compreso quale potrebbe essere la spiegazione di quello che sembrava un sogno tetro!
Sogno: vagavo per un parcheggio come una moribonda, lucida e rabbiosa, alla frenetica ricerca di un medico. Sapevo di avere delle siringhe conficcate nelle ginocchia. Erano 12 in tutto, 3 per ogni lato. Malgrado non riuscissi a camminare bene, non provavo dolore, ma desideravo disperatamente trovare qualcuno che me le togliesse. L'unica paura che avevo, era quella di guardarle... dovevano essere tolte perché altrimenti non avrei mai abbassato gli occhi per guardarmi le ginocchia.
Pensandoci ora questo sogno mi appare così chiaro e lineare che l'immagine delle siringhe (per le quali ho un terrore incontrollabile) non mi sconvolge più. Riesco a capire perché non provassi dolore e mi rendo anche conto che, per quanto razionalmente cercassi qualcuno che me le togliesse, il desiderio di tenerle e di continuare a zoppicare con loro era talmente forte da non permettermi di estrarle da sola, guardandole... guardando la verità.
Solo stamattina mi è tornata alla mente la conclusione del sogno. Alla fine delle persone mi hanno aiutato a trovare un dottore e quest'ultimo, con pazienza e serenità, mi ha estratto gli aghi da un ginocchio (delle siringhe erano rimasti solo quelli)... nell'altro non c'erano più e, mentre tutti supponevano fosse caduti, io sapevo benissimo che erano entrati ed erano dentro di me.
Nella mente di reiko81 alle ore 18:31 - - ->
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martedì, 10 luglio 2007

Sono 2 settimane che mi sono lasciata, ma per me il mio appartamentino e le mie cose sono così piene di ricordi di quegli intensi mesi che proprio non riesco ad immaginare di poter voltar pagina così, su due piedi... come se niente fosse! E per cosa, poi? Per godersi un momento, per star bene un attimo?
In fin dei conti, cos'è quell'attimo rispetto anche solo ad un sorriso incontrollabile che scaturisce da una foto buffa o da una scena che riaffiora inaspettata?
Forse sono semplicemente i miei tempi ad essere più lunghi o forse è colpa (o merito) della mia dote innata di star bene con poco, non so. Fatto sta che non comprendo e certe volte penso che forse dovrei provare anch'io a vivere con maggior libertà... chissà, forse sto sbagliano. Forse dovrei godermi la vita in pieno approfittando di ogni occasione per non aver in futuro nessun rimpianto.
Uuuhm... rimpianti! Persone così non rimpiangeranno in futuro di non essersi fermate un attimo a godersi anche solo i momenti che una storia finita regalano? Quei sentimenti che ti fanno sentire viva, che ti fanno passare dalla paura, alla rabbia, alla rassegnazione, alla nostalgia e che continuano a maturare e ti fanno sembrare ancora più intensi e più belli quei momenti che, malgrado tutto, non perderai mai?!
Non so che pensare...
Nella mente di reiko81 alle ore 19:47 - - ->
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lunedì, 09 luglio 2007
Malgrado il confortevole cuscino di cui sono follemente innamorata, il risveglio in Italia è stato triste...
Sono a quota 3 ritorni da Parigi e, nonostante questa volta ci sia stata solo 3 giorni, è impressionante quanto quella città mi faccia sentire "a casa"!
Ho sempre guardato una certo stupore, ammirazione e invidia le persone in grado di lasciare il proprio paese e continuare la loro vita altrove... ma
questo prima di comprendere che il proprio paese non è quello in cui si nasce, ma quello in cui sai di poter vivere senza conflitti; quello che, se lo lasci anche per pochissimo, ti fa dire "sono tornata"!
E' vero che andare in un posto per una vacanza ed abitarci sono due cose completamente diverse, ma un turista può mai arrivare a dire "amo la metropolitana parigina"?
Mia sorella si lamentava del fatto che per incontrare un volto francese bisognava passare accanto a decina di indiani, arabi, cinesi... io adoro anche questo di Parigi! La sua multi-culturalità che cmq non le ha fatto perdere le sue tradizioni...
Paris, je reviendrai!!! ^_-
Nella mente di reiko81 alle ore 12:34 - - ->
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lunedì, 11 giugno 2007
«Hai mai detto “ti amo”?»
Quella frase, ancor più delle lacrime che bagnavano il tuo volto, mi ha turbato. Conoscevi già la risposta e sapevi che non potevo comprenderti perché, no, non l’ho mai detto.
Leggevo la tristezza nei tuoi occhi mentre affannosamente scavavi tra le scuse di quell’improvviso “addio”, e la invidiavo. La tua storia d’amore era finita, ma quei sentimenti che cercavano di sopraffarsi l’un l’altro per avere la meglio su di te, ti rendevano terribilmente viva. Se l’unica cosa per cui si vive è la ricerca inarrestabile e la speranza inestinguibile di un amore che arrivi a farti dimenticare te stesso e il mondo intero, perché io non amo?
Vagavo per le strade di una città in eterno movimento e osservavo tra la folla i volti sereni della gente che, incurante del mio sconforto, mi passava accanto. Ognuno di loro aveva una storia da raccontare ed io la bramavo, desiderando vivere in vite altrui: gocce di parole che tardano a cadere, aspettano le nuvole per trasformarsi in pioggia. E’ così facile narrare storie d’amore, quanto è difficile farle proprie se non se ne è mai vissuta una.
Scrivevo, all’epoca. Romantici e struggenti sogni ben confezionati per persone che hanno bisogno di emozionarsi. Ma quelle persone avrebbero mai creduto alla mia storia? Possibile mai che chi regala slanci di passioni su fogli bianchi non sia in grado di provarli?
Con la testa piena di quesiti ai quali non sapevo rispondere, ho attraversato la città fino al luogo in cui tutto ebbe inizio. Nessun suono inondava più la strada, e quella finestra, che nelle notti estive emanava il calore di una fioca luce, era chiusa. La melodia, che un delicato ticchettio di tasti faceva nascere da un vecchio pianoforte, non rapiva più il mio cuore desideroso di esser portato via in luoghi lontani. Luoghi dove nessun corpo può arrivare, ma anime sensibili comunicano danzando come piume trasportate dal vento.
La codardia è la mia malattia. Paura di vivere la risposta ai miei quesiti.
Ho riposto tutte le mie speranze nel tempo che passava, credendo che prima o poi sarebbe stato lui l’artefice della mia storia. Guardandomi indietro invece mi accorgo che il mio era solo un modo per dar ad altri la colpa del limbo che ho scelto come mia casa.
Vivere di sogni e non afferrarne le redini per condurli in un mondo tangibile, questo è ciò di cui sono colpevole. Se la forza con cui questi amari pensieri si specchiano prepotenti nei miei occhi, l’avessi utilizzata prima… Se quel giorno, che incancellabile torna alla mia mente per torturarmi, avessi avuto il coraggio di alzare gli occhi verso di lei e affrontare quel cielo che incoronava con gentili ciglia dorate, quale sarebbe stata ora la risposta a quella domanda?
La campana di una chiesa, come il risveglio dopo un sonno dal quale si stenta riprendersi, prepotentemente mi riconduce dai pensieri alla terra. Intorno a me i palazzi giallognoli sono diventati azzurrini e le strade affollate riposano ora le loro stanche superfici. I mille fantasmi che dormono in noi quando, presi dalla stressante routine non li ascoltiamo, si fanno largo quando siamo più fragili… nelle notti stellate. Quando presente e passato si scontrano in un duello di rimorsi, di frasi non dette e occasioni mancate.
La mia vita? Una macchina senza conducente di cui io sono il passeggero. Nessuno può guidarla se non io. “Chi ha tempo non aspetti tempo” diceva un vecchio detto ed io di tempo ne ho tanto. Troverò la forza per impormi su di esso e vivrò finalmente la mia vita.
Nella mente di reiko81 alle ore 21:56 - - ->
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