giovedì, 24 aprile 2008
Finirò per farmi odiare da te... questo è il problema.
Tu non sei mia. Qualcun'altro avanza diritti su di te e io non posso fare altro che fantasticare di averli per me... ma non succederà mai.
E mi torturo, immaginando quella faccia vispa con quegli occhi profondi che oggi non si sono posati sui miei, ma che hanno regalato emozioni a qualcun'altro.
E quelle labbra che hanno annientato le mie e delicatamente hanno sfiorato la mia pelle, come posso guardarle baciare un'altra?
I tuoi capelli sul mio viso, le lentiggini che ti danno quell'aria eterea, la schiena liscia che non smetterei mai di accarezzare e il suono delle tue parole.
Cosa devo fare per averti e non odiarti... e non odiarmi? Perché è questo che sto facendo ora! Prendermela con me per la mia debolezza, per i miei desideri, per la mia paura... che è diversa dalla tua,
perché tu hai paura di vivermi, io di perderti!
Nella mente di reiko81 alle ore 00:58 - - ->
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lunedì, 07 aprile 2008
Assaporo l'aria dal finestrino dell'autobus. Sa di buono, sa di pulito, di mare, di fiori... sto tornando.
Dicono che quando ci si sposta, si acquisisce un'esperienza, si va avanti mentre si lascia fermo ciò che si ha alle spalle. Ma non nel mio caso, non qui.

Qui è tutto immobile, tutto sospeso nel tempo mentre il passato mi corre affianco, mi doppia, mi saluta con fare beffardo mentre io arranco per raggiungerlo.
Cosa succede? Mi sento come se avessero staccato una presa, come se parte della mia vita fosse stata solo un sogno bizzarro e incomprensibile. In questa città in cui tutti vivono ancora della terra e del mare, la me della settimana scorsa, che posto ha?
Fuggita da una casa di cura, ho assaporato la vita per 5 anni e ora mi ritrovo a esser nuovamente sedata pillole a base di rimproveri, piatti casarecci, pulizie domestiche, chiacchiere di persone anziane e a nulla servono le lacrime: starai meglio, basta farci l'abitudine!
Povera piccola pazza, voleva volare, fuggire via, lontano e respirare con la propria mente... ma le reti sono ben intrecciate e non lasciano spazio a iniziative personali. A nulla serve agitarsi se non a ingarbugliarsi ulteriormente.
E ora il tempo si è fermato... la pagina del mio diario segna venerdì e aspetta che torni giovedì.
Unica visita concessami dalla tranquillità: i miei pattini. Il rumore delle ruote rapidi sull'asfalto, il vento sulla pelle, il sole sul viso... solo io e la velocità! Correre, correre, correre...
Nella mente di reiko81 alle ore 01:14 - - ->
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martedì, 25 marzo 2008
Mi sento vuota... penso e ripenso, ma non so neanche a cosa.
Sento bisogno di parlare, di scrivere, di esprimermi in qualche modo per mettere ordine, ma quando ci provo sento che non c'è niente, solo eco di suoni non miei.
Di cosa si parla? Non comprendo! Canzoni, aforismi, personaggi, amici... amore?
Quanto più si cerca di definirlo e arginarlo, tanto più si dirama! Si riesce a dare un senso a tutto ormai, si razionalizza tutto: tristezza, rabbia, vendetta, desiderio, bene. Ma l'amore?
Certezze su cui si ripone fede, crollano e io mi trovo a parlare di una cosa su cui non so assolutamente nulla, ma ce la faccio?! Mi sembra di poter distinguere giusto e sbagliato, ma io sono nel razionale, non parliamo la stessa lingua. Come si fa a spiegare a una persona che ama che se fuori diluvia, è meglio non uscire?
Vediamo un po' come definiscono l'amore:
Amore è ogni moto della nostra anima in cui essa sente se stessa e percepisce la propria vita. (Hermann Hesse)
Non essere amati è una semplice sfortuna; la vera disgrazia è non amare. (Albert Camus)
Non ama colui al quale i difetti della persona amata non appaiano virtù. (Johann Wolfgang von Goethe)
Il vero amore deve sempre fare male. Deve essere doloroso amare qualcuno, doloroso lasciare qualcuno. [...] Solo allora si ama sinceramente. (Madre Teresa di Calcutta)
Nella mente di reiko81 alle ore 22:15 - - ->
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venerdì, 22 febbraio 2008
Certe volte arrivo a credere fermamente che forse per sopravvivere in questo mondo bisonerebbe essere stupidi. Non tanto per non accorgersi di quello che succede intorno, ma per far finta di niente convincendosi che tanto "va tutto bene".
Uno stupidotto che delusione può mai avere nella vita? Se crede di essere innamorato di una persona, le rimarrà fedele a vita fregandosene del fatto che probabilmente il suo sogno non si realizzerà mai, no? Non ambirà a diventare una persona influente e importante e, di conseguenza, non sarà mai deluso da se stesso perchè non riesce ad emergere. Non si chiederà mai se la sua vità potrà avere una svolta perché non pensa che possano esistere strade alternativa.
Boh, forse le mie sono un mucchio di stronzate sparate a caso da una persona disillusa che continua però a campare di e nelle illusioni.
Grazie "spirito di sopravvivenza"!
L'ignoranza è madre della felicità e beatitudine sensuale. (Giordano Bruno)
Nella mente di reiko81 alle ore 20:18 - - ->
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giovedì, 21 febbraio 2008
Mi sembra quasi incredibile poterlo riascoltare.
Con gli occhi chiusi, sdraiata sul mio letto, mi sento piccola nella mia casa, ma al tempo stesso, grande.
Mi passa veloce davanti agli occhi l'agitazione di questi giorni, la frenesia nel cercare e nell'apprendere. Guardo i libri di giapponese immobili ora sulla scrivania e penso che sia ora di metterli via. Ma poi un impulso nostalgico mi spinge quasi a riaprirli, a rileggerli... a continuare a memorizzare ideogrammi, vocaboli e formule, ma a quale scopo?
Ora che sono arrivata al traguardo, che ho in mano una scatola con 4 anni della mia vita da poter archiviare, non so come muovermi. Cosa devo farmene? Probabilmente nulla... allora cosa mi resta? Solo i vaghi ricordi ad essi associazi. Ma saranno abbastanza forti da sopravvivere?
E' come se una serie di un telefilm finisse e non si sa cosa aspettarsi dalla successiva. Ci saranno i vecchi personaggi?

La gente per strada avrà volti conosciuti? Le strade stesse saranno familiari? Lo squillo del telefono avrà lo stesso senso?
E mi interrogo su che fare della mia vita prima che vada sprecata... Forza! Me lo ripeto sempre.
Forza di lasciare e ricominciare. Non come fuga, fuggire è facile! Vivere senza rimpianti è difficile. Ma quale sarà il mio rimpianto?
Sono sopravvissuta a Napoli riuscendo a farne la mia città, il luogo in cui sentirmi a casa. Cosa potrebbe succedere se aumentassi la distanza?
"
La lontananza sai, è come il vento, che fa dimenticare chi non s'ama"
Ho già provato cosa significa non riuscire ad avere un luogo in cui tornare. Se il tempo cancella le tracce di ogni passaggio, come potrei fare, dopo, a ritrovare ciò che ho lasciato? Le piante, se non si curano, si seccano e muoiono e di loro non resta che un nostalgico ricordo che si alimenta. Si cerca di scavare nel momento di rottura: quando ho smesso di prestare attenziona ad una cosa così bella? Perché ci si è arresi così pensandolo naturale?
Nella mente di reiko81 alle ore 10:35 - - ->
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venerdì, 01 febbraio 2008
Stamattina mi sono svegliata contenta perché... ho volato!
L'ho sognato almeno, ma i miei sogni sono talmente intensi da sembrare reali.
Propri per questo motivo, infatti, ricordo quasi tutto, tranne la canzone che mi permetteva di volare.
Racconto: io ero in una città, piena di vicoli in salita, ed ero inseguita da qualcuno o qualcosa, ma la mia non era una fuga sfrenata, non correvo, camminavo sicura. Vigile, ma impavida.
Ogni volta che percepivo una situazione di pericolo, della quale nel sogno ero certa, ma che io (sognatrice) non conosco, mi bastava cantare una canzone, una precisa, e spiccavo il volo.
Era semplice scappare in quel modo, ma non piacevole, almeno non per la me del sogno. Le parole della canzone, in qualche modo a me sconosciuto, mi toccavano, mi disturbavano, fors'anche mi ferivano. Ma dovevo cantarle per sopravvivere. Avevano a che fare con l'amore e con il vento, che erano belle, ma che mi irritava il fatto di doverle pronunciare... tant'è vero che provai a volare con "I belive I can fly", ma non mi alzai da terra. Vorrei tanto ricordarmele! Nel sogno, del quale ero sia spettatrice che protagonista, mi chiedevo se erano legate a qualcuno, se il non voler far uso di quella "formula magica" era una difesa verso un ricordo... ma avevo un'aria così spavalda, quasi arrogante, che stentavo a riconoscermi e vedere in quella figura, qualcosa del mio passato, di quella che sono realmente. Mah!
Nella mente di reiko81 alle ore 18:56 - - ->
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lunedì, 28 gennaio 2008
Com'è strano perdersi di vista quando si è condiviso qualcosa.
Si smette di parlare, si evita di incontrarsi, ci si sforza a non chiedere, ma ci si cerca. Con una frase su MSN, un discorso sul blog, un racconto fatto arrivare per vie traverse... e ci si ferisce. Si inventano trataggemmi per pungere l'altra nell'orgoglio, per far capire che il passato è passato, che s sta vivendo un glorioso presente, che quel che c'è stato è capitato e che lo si è già dimenticato, anzi, forse non lo si è mai ricordato.
Ma è possibile? Siamo estranee e a volte fin'anche nemiche. Mostriamo le nostre vittorie e ostentiamo le nostre sicurezze, ma nascondiamo bene le nostre debolezze. E tutto perché?
Perché è vero così o perché è semplicemente più facile? Costa ammettere che a volte il pensiero torna e che si rivive quello che è stato.
Si invetono energie, emozioni e speranze e poi le si gettano negli abissi di un mare d'orgoglio. Ma io li rivedo quei momenti fatti di piccole frivolezze e grandi imprese. Abbiamo riso e scherzato, ci siamo ubriacate, sfogate, rattristate e rallegrate; abbiamo visto un film e condiviso trepidazioni; ho messo la tua giacca e tu a mia maglietta; ho dormito avvolta nel tuo profumo e poi tra le tue braccia... il contatto con la tua pelle e il calore del letto. La dolcezza nel tuo sorriso e il riso nel sguardo. Tutto è passato e dimenticato; confinato in una frase ricorrente "Non è stato nulla" e in una domanda impronunciabile "Sarà stato un errore?".
Possibile mai che i ricordi siano solo i miei?
Nella mente di reiko81 alle ore 12:12 - - ->
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lunedì, 24 dicembre 2007
Che strano effetto che mi fa Einaudi... mi sono detta: ora scrivo di sabato, ma metto su una bella musica, così i pensieri si sciolgono. Certo, esattamente come le lacrime! E sto lottando per non farmi sommergere dall'ondata, per concentrarmi... sabato, sabato, sabato, cazzo! Pensa solo a sabato!

Ok, calma finalmente... ricominciamo! :p
Quanto delicata, profonda e tristemente vera sei stata, amica mia, con quella frase:
"Se si potesse scegliere chi amare, avrei scelto sicuramente te"
Inconsciamente è una cosa che desideravo sentirmi dire; la mia risposta al "posso essere amata anch'io?". Peccato solo che in questo mondo non si possa scegliere chi amare. Ci si trova sempre intrecciati tra mille fili colorati, in cerca dell'unico colore gemello... sperando e pregando che questo esista. Quanto sarebbe più facile scegliere di innamorarsi di un altro filo che, con tanta premura e dolcezza si lega a noi?!
Quanto più semplice sarebbe se lei amasse me?!
E arriva lei, gatta! Con le sue lacrimuccie che ti sciolgono il cuore e le sue parole che ti fanno credere che in questo mondo, che si estingue rassegnato, l'amicizia esiste ed è un qualcosa che va protetto e alimentato... come un fuoco...
Nella mente di reiko81 alle ore 01:53 - - ->
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mercoledì, 12 dicembre 2007
Ti ho rivisto. Erano da più di due settimane che il mio cuore aveva dimenticato cosa significava pulsare al punto tale da credere di non farcela.
Il pensiero di te, per tutta la mattina. Le mie azioni, i miei gesti, i miei orari, le mie mani svelte... tutto calcolato.
Come un cronometro di precisione, ho scandito il mio tempo in base a quell'ora. Quei minuti che nella mia mente suonavano come un relago da te a me.
Cappello calato fin sopra gli occhi: freddo? No, più semplicemente ancora proteggo la mia vista dalla tua... impedisco ad i miei occhi di rimanere accecati.
Sei un angelo e lo sai benissimo. Non di quelli paciocconi e teneri che adornano le nostre chiese. Sei un angelo androgino dal sorriso malizioso, dagli occhi color del cielo che sfidano noi poveri mortali a volare. Ed io mi libro in aria, incatenata e prigioniera del tuo sguardo... mentre a terra tutto mi sfugge.
Parli, ed io dovrei ascoltarti. Ma l'unica cosa che sono in grado di fare è guardare le tue labbra muoversi e pensare che su quella bocca potrei anche morire.
Quelle labbra, quegli occhi... un coltello tenuto dalla parte del manico. Un'arma che punti contro di me senza usarla, ma verso la quale sono attratta, inevitabilmente.
E tutto scompare. Niente più appoggio. Nessun paragone.
Nella mente di reiko81 alle ore 19:27 - - ->
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