lunedì, 07 aprile 2008
Assaporo l'aria dal finestrino dell'autobus. Sa di buono, sa di pulito, di mare, di fiori... sto tornando.
Dicono che quando ci si sposta, si acquisisce un'esperienza, si va avanti mentre si lascia fermo ciò che si ha alle spalle. Ma non nel mio caso, non qui.

Qui è tutto immobile, tutto sospeso nel tempo mentre il passato mi corre affianco, mi doppia, mi saluta con fare beffardo mentre io arranco per raggiungerlo.
Cosa succede? Mi sento come se avessero staccato una presa, come se parte della mia vita fosse stata solo un sogno bizzarro e incomprensibile. In questa città in cui tutti vivono ancora della terra e del mare, la me della settimana scorsa, che posto ha?
Fuggita da una casa di cura, ho assaporato la vita per 5 anni e ora mi ritrovo a esser nuovamente sedata pillole a base di rimproveri, piatti casarecci, pulizie domestiche, chiacchiere di persone anziane e a nulla servono le lacrime: starai meglio, basta farci l'abitudine!
Povera piccola pazza, voleva volare, fuggire via, lontano e respirare con la propria mente... ma le reti sono ben intrecciate e non lasciano spazio a iniziative personali. A nulla serve agitarsi se non a ingarbugliarsi ulteriormente.
E ora il tempo si è fermato... la pagina del mio diario segna venerdì e aspetta che torni giovedì.
Unica visita concessami dalla tranquillità: i miei pattini. Il rumore delle ruote rapidi sull'asfalto, il vento sulla pelle, il sole sul viso... solo io e la velocità! Correre, correre, correre...
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domenica, 03 febbraio 2008
Qualche giorno fa sono andata a vedere il musical della Divina Commedia... oltre ad essermi annoiata, non ho provato interesse per nessun personaggio (Paolo e Francesca esclusi naturalmente) e solo ora ho capito il perché! Mancava il "cattivo"!
In tutti i musical che ho visto fin'ora, c'era sempre un personaggio da additare come infame, meschino, spietato, colui che risolve una situazione felice, in una tragedia... in questo no! Anzi, Dante sembrava talmente tanto uno stupidotto che faceva più rabbia lui che tutte le pene dell'inferno.
Vabbè, tralasciando questo particolare, ho scoperto di entusiasmarmi per i cattivi! A partire da Frollo, continuando con Dracula fino a Scarpia! Eh sì, perché, a ben pensarci, loro non sono altro che vittime dei loro sentimenti inesaudibili, dei loro amori impossibili, della società che li vede come reietti e dalla quale loro si difendono incattivendosi.
Leggete come sono belle queste due canzoni dei cosiddetti "cattivi":
Frollo
Mi distruggerai
(Notre Dame de Paris)
|
Scarpia e Spoletta
Se sto vicino a te
(Tosca, amore disperato)
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Io so cos'è la passione,
ma non lo so se è veleno
Io non so più cosa sono
e se ragiono o se sogno
Annego e il mare è lei
Sento i sentimenti miei
che non ho sentito mai
l'onda che non affrontai
Mi distruggerai, mi distruggerai
e ti maledirò finché avrò vita e fiato
Mi distruggerai, mi distruggerai
tu mi hai gettato nell'abisso
di un pensiero fisso
Tu mi distruggerai, mi distruggerai
Mi distruggerai
Io cado in te, tentazione
e tutto al diavolo va
la scienza e la religione
e virtù e castità
Io guardo un orlo di gonna
e vedo abissi di donna
La gonna gira e mai
mai per me la toglierai
Mi distruggerai, mi distruggerai
e maledico te perché di te non vivo
Mi distruggerai, mi distruggerai
ti abbraccio in sogno tutto il giorno
e sto, di notte, sveglio
Tu mi distruggerai, mi distruggerai
Mi distruggerai
E quel mio cuore d'inverno
è un fiore di primavera
che brucia dentro l'inferno
come se fosse di cera
Sei tu che soffi sul fuoco
tu, bella bocca straniera
ti spio, ti voglio, t'invoco
io sono niente e tu vera
Mi distruggerai, mi distruggerai
e ti maledirò finché avrò vita e fiato
Mi distruggerai, mi distruggerai
tu mi hai gettato nell'abisso
di un pensiero fisso
Tu mi distruggerai, mi distruggerai
Mi distruggerai
Mi distruggerai
Mi distruggerai, mi distruggerai
Mi distruggerai |
Spoletta:
Fiorin fiorello l'amore è bello vicino a te
Fiorin fiorutto l'amore è brutto senza di te
Prendo la pasticca per dormire e arrivo a letto
in un minuto resto nudo e vado sotto
poi chiudo gli occhi e arrivi tu
così li apro, ma non ci sei più
o non sei più tu
no, non sei più tu
che sei vicino a me
Bimba, bella bimba
mi si accende il corazon
Non stanno solo in cielo gli angeli
quando ti vedo mi vengono già i brividi
perché tu sei qua giù,
piccolo angelo,
che sei vicino a me
Scarpia:
Non è vero, non è vero, non è vero, non è vero
(...)
Ma nell'intrigo e nel silenzio
io invece parlo con la spada
Non è vero, non è vero, non è vero, non è vero
Nella lissa e nella lotta ci si gioca una partita
Se ho bisogno di una donna, guarda fuori,
ce ne è una fila
E' che Tosca è brava e strana,
bella, seria e non puttana
Spoletta:
Devo lisciarvi il pelo fino allo stomaco
per continuare a fare il male,
se no che senso ha?
Scarpia: No!
Forse è più bello farsi amare,
amare sempre e fino in fondo.
E' amore anche così,
così, senza pietà.
Tosca io ti desidero, io ti desidero,
io ti desidero
Spoletta:
Ti ha mai parlato in un orecchio un angelo
che vive libero
dove il cielo e cielo e tutto è limpido?
Scarpia:
Tosca io ti desidero, io ti desidero,
io ti desidero
Non è vero, non è vero, non è vero, non è vero
Senza odio non c'è amore,
senza sangue non c'è spada
Il mio piacere e il suo dolore
vanno sulla stessa strada
Non importa che cos'è che ferma un cuore
se un bacio o se una pugnalata
Non è vero, non è vero, non è vero
Che cosa è in fondo il mondo
se non una partita mai finita
dove il bene e il male fanno parte della sfida
Ma Tosca è brava, è angelo di terra
(...)
Non importa che cos'è che ferma un cuore
se un bacio o se una pugnalata
se sto vicino a te, se stai vicino a me
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Nella mente di reiko81 alle ore 19:38 - - ->
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lunedì, 28 gennaio 2008
Com'è strano perdersi di vista quando si è condiviso qualcosa.
Si smette di parlare, si evita di incontrarsi, ci si sforza a non chiedere, ma ci si cerca. Con una frase su MSN, un discorso sul blog, un racconto fatto arrivare per vie traverse... e ci si ferisce. Si inventano trataggemmi per pungere l'altra nell'orgoglio, per far capire che il passato è passato, che s sta vivendo un glorioso presente, che quel che c'è stato è capitato e che lo si è già dimenticato, anzi, forse non lo si è mai ricordato.
Ma è possibile? Siamo estranee e a volte fin'anche nemiche. Mostriamo le nostre vittorie e ostentiamo le nostre sicurezze, ma nascondiamo bene le nostre debolezze. E tutto perché?
Perché è vero così o perché è semplicemente più facile? Costa ammettere che a volte il pensiero torna e che si rivive quello che è stato.
Si invetono energie, emozioni e speranze e poi le si gettano negli abissi di un mare d'orgoglio. Ma io li rivedo quei momenti fatti di piccole frivolezze e grandi imprese. Abbiamo riso e scherzato, ci siamo ubriacate, sfogate, rattristate e rallegrate; abbiamo visto un film e condiviso trepidazioni; ho messo la tua giacca e tu a mia maglietta; ho dormito avvolta nel tuo profumo e poi tra le tue braccia... il contatto con la tua pelle e il calore del letto. La dolcezza nel tuo sorriso e il riso nel sguardo. Tutto è passato e dimenticato; confinato in una frase ricorrente "Non è stato nulla" e in una domanda impronunciabile "Sarà stato un errore?".
Possibile mai che i ricordi siano solo i miei?
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domenica, 18 novembre 2007
La notte... sto cominciando ad odiarla! Per quanto cerchi di distrarmi, basta anche solo una minima immagine o un'impercettibile suono a far crollare una pesante ed assordante valanga nella mia testa.
Metto su MP3 rapidi, per riempire le mie orecchie sperando di stordire ed arginare l'avanzata dei miei pensieri, ma non riesco nell'intento...
Che sto facendo? Dove sto andando? Perché sono così... maledettamente innoqua!
Incazzati, porca miseria! Ma spacca qualcosa, non metterti a piangere o, altrimenti, non far finta di essere forte quando nella realtà tremi e hai paura dei tuoi stessi passi!
Nella mente di reiko81 alle ore 00:42 - - ->
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sabato, 15 settembre 2007

Dovrei studiare, ma mi trovo a dover leggere lo stesso rigo più e più volte... perché la mente vaga! Penso a tutte le cose che avrei voluto fare, alle parole che avrei voluto dire, ai progetti che non sono riuscita a realizzare, alle situazioni irrisolte, alle persone perse, alle sorprese desiderate e mai ricevute...
Gironzolo sul pc in cerca di una distrazione, ma sul desktop ci sono solo due cartelle: musica e foto. Un mix di ricordi sono rinchiusi in quelle due cartelle e mi spiano, mi invitano a tirarli fuori... mi invitano in una trappola nella quale cado sempre facilmente, ma non altrettanto facilmente me ne libero.
Si sorride sempre nelle foto. Sono sempre i momenti felici quelli che si immortalano e si conservano all'interno degli album. E sono sempre quelli gli istanti che non si vorrebbero vedere quando si sa che sono andati. Ma ci si fa sempre ritorno quando si vede che fuori non va tutto come si sperava, quando si ha voglia di provare quell'emozione strana e indefinibile che ti fa al tempo stesso sorridere e lacrimare.
Com'è strana la mente... sempre pronta a sorprenderti quando abbassi la guardia...
Nella mente di reiko81 alle ore 14:49 - - ->
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mercoledì, 22 agosto 2007
Solo ora comprendo perché Carmen cantava
"Guardavo le sue mani che si intrecciavano
Tra i ricami di una tovaglia
Riuscivo a stento a trattenere la voglia
Di afferrarle di aggredire il suo dolore"
è quello che avrei voluto fare io con il tuo! Affrontarlo per te, sconfiggerlo per te... e per me! Perché mi sento troppo inutile davanti ai tuoi occhi annebbiati dell'altra sera! Occhi che non risplendevano più della spensieratezza che ti contraddistingueva! Ma so che non posso fare nulla se non restare in disparte e aspettare silenziosamente...
E mi torna in mente Epa...
Sono a casa, con il mio bagaglio di nuove conoscenze e con un carico di emozioni troppo grande!
Penso a lui e ai suoi occhi velati di lacrime quando, guardando una colomba bianchissima, ha detto "mi sento sporco"! Lui? La cui forse unica colpa è quella di essere nato troppo sensibile? Troppo buono e solo in questo mondo di lupi famelici! E ho visto il suo viso straziarsi nel prendere coscienza del fatto che non avrebbe potuto mai farsi carico delle nostre sofferenze... Un'immagine troppo forte per una piagnucolona come me! Un'anima tra tante, un uomo che fino a 2 giorni prima neanche conoscevo, sarebbe stato disposto a tenere nel suo cuore tutte le nostre pene pur di liberarci dalla cattiveria della vita... cattiveria che lui forse ha subito più di tanti altri... perché più si è deboli, più si continua ad esserlo...
Nella mente di reiko81 alle ore 14:55 - - ->
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lunedì, 25 giugno 2007
Sono stanca di non saper chiedere aiuto, di non riuscire a chiamare un amico per farmi coccolare quando ho voglia di piangere, di farmi sempre mille scrupoli e di incolpare me di tutto... vorrei arrabbiarmi per una volta e non ritrovarmi davanti ad un foglio a scrivere e a chiedermi "Ma che ho fatto di male?".
Perché non esiste una cura alla debolezza nascosta? Mi illudo che tutto vada bene, che tutto tornerà a posto, ma basta poco a far vacillare una fede fatta di illusioni e di sorrisi forzati.
E invece sono qui, nella mia soffocante camera, a studiare un esame sull'equilibrio... proprio ora che il mio equilibrio è andato a farsi fottere! E pensare che tutto ciò che vorrei ora è solo essere abbracciata...
Nella mente di reiko81 alle ore 16:48 - - ->
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lunedì, 11 giugno 2007
«Hai mai detto “ti amo”?»
Quella frase, ancor più delle lacrime che bagnavano il tuo volto, mi ha turbato. Conoscevi già la risposta e sapevi che non potevo comprenderti perché, no, non l’ho mai detto.
Leggevo la tristezza nei tuoi occhi mentre affannosamente scavavi tra le scuse di quell’improvviso “addio”, e la invidiavo. La tua storia d’amore era finita, ma quei sentimenti che cercavano di sopraffarsi l’un l’altro per avere la meglio su di te, ti rendevano terribilmente viva. Se l’unica cosa per cui si vive è la ricerca inarrestabile e la speranza inestinguibile di un amore che arrivi a farti dimenticare te stesso e il mondo intero, perché io non amo?
Vagavo per le strade di una città in eterno movimento e osservavo tra la folla i volti sereni della gente che, incurante del mio sconforto, mi passava accanto. Ognuno di loro aveva una storia da raccontare ed io la bramavo, desiderando vivere in vite altrui: gocce di parole che tardano a cadere, aspettano le nuvole per trasformarsi in pioggia. E’ così facile narrare storie d’amore, quanto è difficile farle proprie se non se ne è mai vissuta una.
Scrivevo, all’epoca. Romantici e struggenti sogni ben confezionati per persone che hanno bisogno di emozionarsi. Ma quelle persone avrebbero mai creduto alla mia storia? Possibile mai che chi regala slanci di passioni su fogli bianchi non sia in grado di provarli?
Con la testa piena di quesiti ai quali non sapevo rispondere, ho attraversato la città fino al luogo in cui tutto ebbe inizio. Nessun suono inondava più la strada, e quella finestra, che nelle notti estive emanava il calore di una fioca luce, era chiusa. La melodia, che un delicato ticchettio di tasti faceva nascere da un vecchio pianoforte, non rapiva più il mio cuore desideroso di esser portato via in luoghi lontani. Luoghi dove nessun corpo può arrivare, ma anime sensibili comunicano danzando come piume trasportate dal vento.
La codardia è la mia malattia. Paura di vivere la risposta ai miei quesiti.
Ho riposto tutte le mie speranze nel tempo che passava, credendo che prima o poi sarebbe stato lui l’artefice della mia storia. Guardandomi indietro invece mi accorgo che il mio era solo un modo per dar ad altri la colpa del limbo che ho scelto come mia casa.
Vivere di sogni e non afferrarne le redini per condurli in un mondo tangibile, questo è ciò di cui sono colpevole. Se la forza con cui questi amari pensieri si specchiano prepotenti nei miei occhi, l’avessi utilizzata prima… Se quel giorno, che incancellabile torna alla mia mente per torturarmi, avessi avuto il coraggio di alzare gli occhi verso di lei e affrontare quel cielo che incoronava con gentili ciglia dorate, quale sarebbe stata ora la risposta a quella domanda?
La campana di una chiesa, come il risveglio dopo un sonno dal quale si stenta riprendersi, prepotentemente mi riconduce dai pensieri alla terra. Intorno a me i palazzi giallognoli sono diventati azzurrini e le strade affollate riposano ora le loro stanche superfici. I mille fantasmi che dormono in noi quando, presi dalla stressante routine non li ascoltiamo, si fanno largo quando siamo più fragili… nelle notti stellate. Quando presente e passato si scontrano in un duello di rimorsi, di frasi non dette e occasioni mancate.
La mia vita? Una macchina senza conducente di cui io sono il passeggero. Nessuno può guidarla se non io. “Chi ha tempo non aspetti tempo” diceva un vecchio detto ed io di tempo ne ho tanto. Troverò la forza per impormi su di esso e vivrò finalmente la mia vita.
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mercoledì, 23 maggio 2007
Devo calmarmi... oggi sono veramente troppo nervosa e agitata!
Troppi pensieri per la testa, mi sembra quasi di non riuscire a contenerli tutti.
Sono a casa da sola e cerco mille scuse per non affrontare il libro di giapponese, ma non tanto per pigrizia, è solo che veramente non so da dove iniziare... se esiste un sistema per non confondere quella miriade di ideogrammi sempre più simili uno all'altro, io non l'ho ancora trovato! :(
E nel frattempo penso: se sto così esaurita per questo esame, inutile fare la specialistica, no? Ci perderei solo altri 4 anni. E quindi, che fare dopo? Ritornare per un po' nella tranquilla cittadina in cui sono nata, cercandomi magari un lavoro e nel frattempo meditare il suicidio da "soffocamento mentalità ristretta"? Andarmene in Francia come ragazza alla pari e farmi pariare addosso dalle bimbe che sapranno sicuramente parlare francese meglio di me? Far spendere ai miei ulteriori soldi, con grandi sacrifici, per migliorare la conoscenza di due lingue che sicuramente non userò?
Mi sto rendendo conto che scegliersi il futuro su una passione non è stata un'idea saggia... che futuro potrà mai darmi una laurea triennale in lettere? Bha! Commessa in un mega store?
Sembrano decisione lontane da prendere ed invece hanno una breve scadenza: a giugno devo far sapere al proprietario di casa se resterò qui anche l'anno prossimo.
A tutto questo aggiungiamo gli amici... uhm... non mi lasciate sola, please! A casa da sola penso troppo e mi perdo! Ecco qui un chiaro esempio di "La botte piena e la moglie ubriaca": voglio studiare in compagnia, ma non voglio cazzeggiare = incompatibilità tra S1 e S2
caspita però, scrivere funziona sempre! Mi sento più calma finalmente! Non tanto calma da poter guardare i kanji senza mangiarmi le unghie però...
Nella mente di reiko81 alle ore 10:09 - - ->
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